Tutti si scagliano contro Kate Middleton dopo che è stata usata senza essere informata e senza aver dato consenso all’utilizzo e mercificazione del proprio volto per farne un ritratto in un poster sulla violenza domestica: "È inconcepibile e ridicolo"
Buckingham, 29.11.2021 theroyalobserver - I fan sono andati su tutte le furie quando hanno visto che il volto di Kate Middleton è stato deturpato e utilizzato in un recente poster sulla violenza domestica. Ignara di tutto, nella foto, la Duchessa, 39 anni, appare malconcia e piena di lividi.

Secondo quanto riportato dal The Sun, Kensington Palace non è stato consultato in merito alla campagna. L’immagine di Kate Middleton con il volto tumefatto pieno di lividi e sangue sta facendo il giro del mondo. “Lo aveva denunciato”…Ma cosa è accaduto alla Principessa e duchessa di Cambridge? I manifesti sono stati affissi in tutta la Spagna e l'Italia e l'artista italiano Alexsandro Palombo, che ha modificato i volti, ha utilizzato senza consenso anche altri personaggi pubblici, tra cui la Vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, la Regina Letizia di Spagna, il Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen; la rappresentante del partito francese di estrema destra Ressemblement National (RN), Marine Le Pen; il Sindaco di Parigi Anne Hidalgo e il Presidente della Banca Centrale Europea (BCE) Christine Lagarde: tutte con il volto tragicamente sfigurato.

"Lei lo ha denunciato, ma nessuno le ha creduto, ma è stata lasciata sola, ma non è stata protetta, ma lui non è stato arrestato, ma lei è stata uccisa comunque", si legge nella didascalia di Palombo su Instagram proprio colui che ha utilizzato il volto della Principessa senza chiederne il consenso per farne un manifesto.

"Perché una donna dovrebbe denunciare la violenza se dopo la denuncia non viene protetta dalle istituzioni e finisce comunque per essere uccisa? Come può una donna vittima di abusi e violenze avere ancora fiducia nelle istituzioni? Vedo solo la Politica che invita le donne a denunciare ma senza assumersi la responsabilità di dare protezione e supporto alle vittime. Uno Stato che non protegge ma lascia le donne sole nelle mani del loro aguzzino diventa un complice silenzioso. Ci sono molte associazioni di volontariato che, con pochissimi mezzi, cercano di sostenere le vittime, ma spetta alla politica, alle istituzioni e allo Stato assumersi questa responsabilità", ha affermato AleXsandro Palombo, proseguendo il messaggio.

Inutile dire che la gente non è stata per niente entusiasta del messaggio comunque controverso, difatti qualcuno ha scritto: "Che ne dite di chiedere alle famiglie delle donne che hanno subito violenza domestica se potete pubblicare le loro foto? È ridicolo", mentre un altro ha commentato: "non siete divertenti, non usate immagini di donne che non vi hanno dato l'autorizzazione".
"Sembra che qualcuno manchi di rispetto", ed il rispetto è mancato proprio da chi si è reso artefice e complice nell’attuare ciò: Alexandro Palombo nel manifesto che ha realizzato utilizza un messaggio contro la violenza sulle donne ma si macchia per primo della stessa violenza in quanto utilizza volti ed immagini di persone senza aver ricevuto consenso dalle dirette interessate, senza parlare di tutti coloro che hanno diffuso in pubblico ed in luoghi circoscritti tali manifesti.

La legge in qualsiasi parte del mondo è piuttosto chiara e protegge il diritto di ognuno a decidere sulla propria immagine e privacy. Ignorare queste regole può portare a richieste di rimozione, risarcimenti e persino sanzioni.
Anche se, altri hanno sostenuto il progetto promuovendo e veicolando le immagini comunque violate rendendosi comunque complici di tale violazione pur di avere una sorta di visibilità e tornaconto. Qualcuno ha detto: "Grazie per averci fatto affrontare la difficile realtà, dobbiamo essere più reattivi e determinati come società a salvare ogni singola persona dalla violenza domestica", mentre un altro ha detto: "Bravo per aver provato che non conta il tuo background ma chi ti ha dato il permesso?… non vedi che questo rimane un problema?".
Citando proprio il titolo del manifesto : “lei lo ha denunciato” il signor Alexsandro Palombo non ha pensato di esser proprio lui soggetto ad esser denunciato dato che ha perpetrato una medesima violenza?
Per quanto riguarda la tutela delle fotografie, la normativa di riferimento nell’ambito dell’ordinamento italiano è la L. 633/1941 (di seguito, la “L. Autore”), che è stata di volta in volta aggiornata dal legislatore per essere resa conforme alla normativa UE (nello specifico, di recente, alla Direttiva 2019/790, recepita con dlgs 177/2021, e alla Direttiva 2019/789, recepita con dlgs 181/2021).
Sembra che l’autore di tale campagna sia solito a produrre di immagini senza averne consenso, infatti anche precedentemente sui muri, sulle pensiline degli autobus, sulle recinzioni dei cantieri: a Milano sono spuntati in diverse aree della città manifesti grotteschi a firma di uno sconosciuto AleXsandro Palombo, che incitano alla ribellione contro la violenza di genere. Ad essere immortalate non sono state donne qualsiasi, ma le più note figure femminili della politica internazionale: dalla cancelliera Angela Merkel alla giovane deputata Alexandria Ocasio-Cortez, passando per Hillary Clinton, Michelle Obama, Brigitte Macron, Aung San Suu Kyi e Sonia Gandhi, i loro volti presentano una rielaborazione posticcia artefatta con Photoshop, ma comunque impressionante dai lividi per sottointendere dalle botte causate della violenza domestica: occhi pesti, zigomi contusi e labbra lacerate, e sotto ad ognuna di esse, una frase uguale per tutte, che ricorda gli abusi e le disparità a cui donne di tutto il mondo, su diversi livelli, vengono sottoposte quotidianamente. “Solo perché sono una donna. Sono vittima di violenza domestica – Vengo pagata poco – Ho subito mutilazione genitale – Non ho il diritto di vestire come voglio – Non posso decidere chi sposare – Sono stata violentata… La violenza contro le donne è un problema globale che tocca chiunque, senza distinzione di razza, classe o religione”. Ma siamo sicuri che sia un modo per suscitare un segnale contro la violenza sulle donne oppure non è altro che un nuovo sistema per farsi pubblicità e trarne vantaggio proprio facendo un’ennesima violenza sulle donne?

“Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata”.
L’immagine di una persona fisica è un dato personale ai sensi della normativa privacy (cfr. Reg. UE 2016/679 - “GDPR” e D.Lgs. 196/2003 e s.m.i. - “Codice Privacy”), pertanto, la diffusione, la pubblicazione e, più in generale, ogni trattamento di foto riproducenti l’immagine di una determinata persona fisica dovranno essere poste in essere nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali.
L’ordinamento italiano appresta inoltre una tutela specifica a determinati tipi di immagini: a quelle, cioè, in cui appaiono riconoscibili le sembianze di una persona determinata, i c.d. “ritratti”. In questi casi, infatti, viene tutelato anche il diritto all’immagine della persona ritratta: occorrerà quindi prestare attenzione non solo alla posizione e ai diritti dell’autore dell’opera e/o dei suoi aventi causa, ma anche ai diritti riconosciuti alla persona raffigurata nell’opera, al fine di non generare una lesione degli stessi. In particolare, l’art. 96 L. Autore, in conformità a quanto previsto dall’art. 10 del Codice Civile, stabilisce che “il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa”.
Tag
menu